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23 aprile 2007


                   

Le elezioni francesi ci forniscono una buona cartina di tornasole per analizzare la politica italiana l’indomani dei nuovi sconvolgimenti che hanno visto protagonista la sinistra (sinistra?!) italiana: Romano Prodi e i leader neoriformisti freschi di congresso si schierano apertamente con Segolene; Berlusconi e l’ex lepenista fascista, negazionista, oggi capo di An Fini stanno con la destra e fin qui tutto sembra procedere per la normalità. Rimane il mitico ex direttore del Riformista Polito (sì, una volta è stato anche direttore di un giornale), che ovviamente fa sapere che voterebbe per Sarko, naturalmente così.. per distinguersi. Questo però ti fa sentire bene e ti gasa più delle lacrime di Fassino o del baffo teso di Mussi. Più della pelata sudata di Bersani, del “non ho paura della Finocchiaro” o delle buone prove di dialogo tra diverse sensibilità per la conciliazione del pensiero religioso- democratico e il culto di Massimo D’Alema. Penso anche che questo congresso sia stato molto bello, appassionato e vissuto. Devo riconoscermi nelle parole del segretario dei Ds e dargli atto di un duro lavoro portato avanti con cura. Perchè se persino le stronzate di Polito rimangono sempre le stesse, forse c'è speranza anche per noi :-)




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1 marzo 2007


La rivoluzione non si processa.
Turigliatto, si .




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22 dicembre 2006

Espresso e "Ombre Rosse", premio- copertina più scema dell'anno.

Precari, tasse, coppie di fatto e Pacs. Questi i temi affrontati nel servizio di apertura dell'Espresso, un ottimo settimanale che però, purtroppo, con copertine come queste dimostra come anche ottimi periodici possano qualche volta tranquillamente definirsi cretini (nel senso di cretini). Domanda, il popolo che rivendica battaglie civili e diritti come quelli di cui sopra, vi sembra rappresentato a dovere come dovrebbe essere, almeno in un giornale così importante? Io credo di no. Anzi credo solo che sia l'ennesima riprova di come da molto tempo a questa parte le più importanti testate, le stesse che una volta potevano dirsi di sinistra e soprattutto pluraliste nel dovere di informazione, abbiano scelto il Partito democratico come la cura per tutti i mali e le contraddiziioni di questa società, rapprersentando quella parte di quest'ultima che vota a sinistra e che non vede di buon occhio questo sbocco moderato del Pd, come una caricatura o chissà, magari un domani, persino come ipotetici, presunti e promettenti demolitori di vetrine (espresssione forte ma non priva di fondamento, almeno stando a questa buffonata qui sopra). Sono deluso dai partiti e dagli intellettuali, giornalisti, critici che hanno perso la voglia e la capacità di appassionarci di politica. Ma soprattutto  sonos stufo dei tanti vecchi, jurassici, ammuffiti opinion leader strapagati che si permettono di sentenziare e offenderci in questo modo. Ma perchè non sentenziano mai sui loro di fallimenti, e sul fatto per esempio che il giornalismo di questo Paese appassiona una parte di opinione pubblica a dir poco marginale. Forse aveva ragione D'Alema quando disse che è meglio guardare la Tv anzichè farsi un'opinione attraverso QUESTA stampa.
Ah, già D'Alema... Ovvio che il ruolo che sta svolgendo egregiamente non permette critiche di questo tipo. Addirittura penso che il baffo d'acciaio si annoierebbe troppo a discorrere di argomenti così poco edificanti (del resto non ha tutti i torti, presentatemi chi si esalta a discorrere dlle opinioni di Paola Binetti). Sarà per queste ragioni, e non solo, che continuerò a stimarlo pur non votando più per questo partito. Perchè come disse proprio lui qualche tempo fa, da queste parti non si ha intenzione di morire democristiani. O di morire e basta. Ma soprattutto, cari compagni, dio ci scampi dal pericolo della deriva Zapaterista, egregiamente rappresentata dall'immagine dell'Epresso della settimana scorsa.
Hola!

p.s. Welby è morto, un eroe di questi giorni ha deciso di portare avanti una battaglia di civiltà anzichè morire tranquillo e nel silenzio grazie all'eutanasia, proprio come accade da sempre in questo Paese di ipocriti per i malati terminali che decidono di porre fine a una vita di pene e prigionia. Paradossalmente penso che quest'uomo ci abbia dato un'importantissima lezione di vita, che significa anche scelta e rifiuto dell'autorità morale che  pretenderebbe di decidere anche in casi così delicati. Gli aguzzini della carovana Ratzinger- Ruini che in questi giorni hanno detto di tutto credendo di avere la verità in mano imparino dal coraggio che ci ha voluto trasmettere quest'uomo. E se almeno non ci riescono tacciano, lascino la famiglia, gli amici e tutti gli altri soli con il loro dolore. E magari si vergognino anche un pò.




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15 dicembre 2006


Fassino: sì all'eutanasia della sinistra.

(e Grillini intanto parla, parla, parla..)




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13 dicembre 2006

PD. SALVI: FASSINO NON E' PIU' SEGRETARIO, SOLO UNO DEI CANDIDATI

(DIRE) Roma, 13 dic. - Cesare Salvi, leader della sinistra Ds per

il socialismo, invita la segreteria della Quercia a "fermare il

treno che va verso il Partito democratico".

"Siamo ancora in tempo- dice Salvi- o ci si ferma oppure, come

e' stato deciso, chi e' in minoranza nel partito si candida a

diventare maggioranza sostenendo Fabio Mussi. A questo punto

Fassino e' solo uno dei candidati alla segreteria e non e' piu'

il segretario del partito". Nel suo intervento Salvi definisce

"la situazione attuale molto grave. Il problema fondamentale di

oggi- dice- e' il rapporto tra maggioranza e paese. Romano Prodi

nelle condizioni in cui si trova a Porto non poteva che dire

quello che ha detto: cioe' niente".

 

15:14 13-12-06




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12 dicembre 2006

E sui giornali è strage di Erba


Un tunisino di Erba, uscito per l'indulto è stato accusato, processato dai giornali e consegnato in pasto all'opinione pubblica al grido "è lui il mostro!"
Non era così, nel primo pomeriggio abbiamo appreso che questo poveraccio uscito di galera dopo l'imputazione di alcuni piccoli reati per spaccio, fornirà la sua collaborazione alle forze dell'ordine per l'identificazione di chi ha sterminato la sua famiglia. Mastella si era cagato talmente addosso da divulgare già da ieri parole di pentimento trincerandosi dietro la vera carità cristiana, salvo poi ricordare, giustamente, che il provvedimento dello scandalo è stato votato da una maggioranza molto ampia del Parlamento, e che quindi non è colpa sua. Corriere, Repubblica e il moralismo liberal- basso borghese imperante di cui le maggiori testate del Paese si sono fatte portavoce ne escono con le ossa rotte (perlomeno queste dovrebbero essere le regole della serietà). Complimenti a Repubblica e Corriere insomma, il vero scoop oggi alla fine sono stati proprio loro!

Sul versante politico nulla di nuovo, torno da una due giorni molto stressante dopo la quale neanche le "aperture" alle coppie di fatto di Fini riesce a farmi ribollire il sangue nelle vene come invece accade alla simpaticissima Chiara Moroni (socialista di Forza Italia come ama spesso definirsi). A proposito di socialisti, devo dire che mi ha fatto piacere vedere in tv un Pillitteri, raggiante come sempre, criticare l'esibizione di ricchezze alla Scala di Milano. Pur se intervistato da una troupe di Ballarò su quello stesso "luogo del delitto" devo ammettere che mi ha fatto piacere, mi sono sempre ritrovato in questo combattere da dentro, ma non solo, il potere tipico di una una certa cosa che non può definirsi soltanto come scuola di pensiero, perchè è un modo d'essere vero e proprio). Tornando a Fini, la mossa mi sa tanto di voglia di smarcarsi dal cattolico Casini. Anche perchè, scusate tanto, di tutte le aperture fatte da Fini, dal voto agli immigrati al voto al rferendum, quale di queste ha avuto successo nonostante le grandi svolte del leader? Sono troppo stanco per entusiasmarmi per la tentata normalizzazione di un partito di fascisti, e scusate se è poco. Comunque, va spezzata una lancia in favore di Fini, anche perchè di quel partito, a differenza di quanto pensi non senza troppi torti Scalfari, il vero cretino rimane un tal Alfredo Mantovano, ministro ombra di se stesso.

Solo un ultimo appunto, sul partito democratico (il chiacchiericcio ve alimentato), i Ds non sanno che pesci prendere, o meglio, vorrebbero avere un progetto nel cassetto ma molti degli interlocutori con cui si ha a che fare purtroppo sono scarsi, troppo scarsi, due nomi a caso, Bobba- Binetti (che già da solo sembrerebbe il titolo divertente per un film al luci rosse), di conseguenza il percorso è continuamente bloccato, come bloccata rimane la politica, tattica e strategia di questo partito dei democratici- di sinistra (volendo il nome ci sarebbe già) che quando va bene non guarda in faccia a teo- dem o teo- pop che tengano pronunciandosi con disincanto magistrale, purchè si rimanga incatenati agli umori di Rutelli (che a sentir dire non è neppure uno dei più integralisti). Nel frattempo ai poveri compagni iniziano a girare veramente le palle, reclamano un progetto forte ma ancora non si sono resi conto di chiedere un lusso che nessuno può/vuole permettersi. Ora, se ben ricordo, Valter Veltroni da segretario riuscì a ottenere uno scarso 16 e passa per cento dopo aver abbandonato il partito al casino generale dià diversi mesi prima la sua candidatura ufficiale per il Municipio di Roma. Assistendo al dibattito deprimente offerto in questi giorni, mi chiedo se ai Ds, oggi al 17%, non convenga un nuovo abbandono da parte di un segretario. Rivivere cioè quel tipo di esperienza tragica come metodo per uscire dall'empasse. E' un'idea. Cosa potrebbe infatti essere peggio dello spettacolo offerto finora?

p.s. Il Prodi fischiato mi piace. Solidarizzo ma, nel caso tutto questo malcontento fosse reale, vorrei comunque ringraziere di cuore il Professore. E tutto perchè misà che mi troverò sempre d'accordo e a mio agio con una minoranza.




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11 dicembre 2006

morte di un assassino

Buon viaggio Augusto Pinochet.



Che tu possa attraversare tutti i cieli dell'Universo.
Perchè di fronte alla morte non si condanna nessuno. Il problema è quello che si è fatto durante la vita.




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8 dicembre 2006


E' giusto (e per nulla coraggioso, visti i voti del Parlamento europeo che lo fecero diventare Presidente della Commissione) che il premier Prodi si sia fatto fotografare insieme ai leader del Partito Socialista Europeo. Del resto Romano non poteva permettersi di essere scavalcato a sinistra dal povero Fassino.




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4 dicembre 2006


Un gatto randagio si è intrufolato nel giardino di mia madre, si è guardato intorno, e ha deciso di mingere sulle lenzuola fresche di bucato appena stese. Sembra che il felino si trovasse lì per via dell'indulto.




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29 novembre 2006

Esselunga, ottimi affari!

Mi colpisce la presa di posizione del signor Caprotti presidente di Esselunga SpA che ha da poco concluso una campagna all’insegna dello scontro di civiltà con Legacoop. Mi colpisce parecchio. Oggetto del contendere, la paura di Caprotti di essere trombato a vantaggio dell’italianità dell’industria alimentare sollecitata dalle cosiddette cooperative rosse che, a quanto va blaterando il noto imprenditore, agirebbero per farlo scomparire dal mercato (i soliti bolchevichi!): da qui una serie di inserzioni sulla stampa locale dai toni inquisitori per farci sapere che “Comunisti, non mi avrete”. All’inizio avevo seguito la vicenda senza un particolare interesse. Poi mi sono ricordato che la Esselunga oltre che essere la casa dell’imprenditoria alimentare dura e pura, è stata anche in passato un’azienda oggetto di studio di Renato Curcio, studio presente nel suo libro (ed. Sensibili alle Foglie) dal titolo “Il dominio flessibile”. L’opera segue un altro studio redatto dallo stesso Curcio qualche anno primo dal nome “l’Azienda totale”, pubblicazioni nelle quali l’analisi sociologica prende come oggetto il problema del precariato giovanile anche attraverso interviste a ragazze e ragazzi stretti in questa morsa fatta di sacrifici e flessibilità a senso unico (cioè unicamente a vantaggio dell’azienda). Vi si trovano testimonianze davvero sconcertanti che ci presentano la Esselunga come una delle principali aziende che della precarietà e dello sfruttamento ha fatto la sua filosofia di vita. Insomma, italianità no, precarietà sì. E al dottor Caprotti guai a chi gliela tocca.




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28 novembre 2006


Padre, ha ragione nel dirmi che la nostra civiltà contraddistingue tra il potere dello Stato e quello religioso, ci mancherebbe. Concordo anche sulla pericolosità del fondamentalismo di qualsiasi matrice, scuola di pensiero, democrazia o no di chicchhessia o si tratti, specie se dovesse toccare temi tanto personali come la spiritualità, il mistero.. Adesso però, mi perdoni, le cose in Occidente sono andate così non per merito della Chiesa, che anzi ha rallentato, e di parecchio, la modernizzazione di questo Paese. Ricordato questo semplice dato di fatto, ognuno è libero di trovare la sua moralità, il suo amore, la necessità umana prima che divina di amare il prossimo, la forza del diritto a garanzia dell'essere. La mia voce non trema perchè non credo. La sua invece mostra saccenza, paternalismo. Per lei chiunque, come me, è una pecorella smarrita, una pianta senza radici e con tanta linfa vitale, ma incapace di sbocciare, giusto? Vede, siamo una società plurale anche grazie al pensiero che va lei predicando, e fortunatamente non sono ancora neanche obbligato a scegliere in difesa della mio esistere, insomma, non mi sento chiamato affatto a questo nuovo senso del dovere che prende il nome di ateismo devoto. Mi chiedo se sia peccato pensare cioè che sia un'emerita cazzata anche il ragionamento che bisognerebbe comportarsi come se Dio esistesse, credenti o no.  Religione a parte poi, questa è un'epoca in cui persino tesi come quelle di Marcello Pera o Daniel Pipes possono trovare spazio in una qualche università americana. Più dell'inferno, ipotetico o terrestre che sia, è proprio questo a farmi rabbrividire di più. Le sembro un folle?




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23 novembre 2006


Ve lo giuro, non lo dico con ironia.
Secondo voi, Magdi Allam c'è o ce fa?




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23 novembre 2006


Allora, c'è un popolare, un socialista e un democratico ..
(i parlamentari europei si divertono cimentandosi nel  racconto di nuove barzellette)




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22 novembre 2006

DS e autoflagellazione, per passione.

Io davvero non capisco, e insieme a me molti altri, credo, cosa spinga la sinistra italiana ad autoflagellarsi in questa maniera rincorrendo l'ultima cazzata di Francesco Rutelli. Lo spettacolo è sempre lo stesso: un piccolo azzardo, qualcosa troppo di sinistra detta senza contare fino a 17, e subito via con le mediazioni, le passioni a livello zero, le minacce di scissione, per arrivare poi alla dichiarazione conclusiva del compagno Piero Fassino che ci regala una nuova immancabile emozione, e questo facendoci sapere che sì, qualsiasi cosa si dica e si faccia, state tranquilli!, perchè in fin dei conti lui la pensa allo stesso modo di Francesco. Passano così dieci minuti, e giù con mazzate, veleni, cattivierie, offese vere e proprie nei confronti di questi energumeni del Pse, atte a ristabile il giusto equilibrio tra due importanti forze politiche quali Ds e Margherita tutte intente, troppo intente o forse per niente, nella creazione di questo nuovo soggetto unitario dal nome di Pd, Pdi, cip e ciop e così via. I soliti colpi bassi insomma, dove c'è sempre uno che affonda e un altro che subisce, talvolta suscitando anche una discreta irritazione tra i propri militanti. Compagno Fassino, impari a difendersi. O perlomeno impari a farsi da parte nella segreteria di un partito che con lei non avrebbe più futuro. Perchè di questo passo il 17% per cento del corpo elettorale rishierebbe davvero di trasformarsi da risultato deludente, a massima aspirazione di una sinistra presente in un partito del 30, 40, 50.... praticamente votato da tutti, il motore riformista del centrosinistra (senza trattino), come piace tanto dire a Lei. E in fin dei conti, non è proprio quello il bello?

p.s. La gestione di questo partito è stata veramente deludente, se non addirittura scandalosa. E non parlo del governo, ma di idee, intelligenze, visioni di cui la nostra società avrebbe bisogno. In ogni caso arrivederci a tempi migliori, se ci saranno.




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17 novembre 2006


I socialisti francesi non si sono fatti del male.
Quelli italiani.. vedremo.




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14 novembre 2006


Ha ragione il Fini: il governo peggiore dal dopoguerra a oggi.
Manca soltanto di capire a chi si riferiva.




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13 novembre 2006


La Mussolini è un'estremista di Destra.
Al senato voterò per Prodi.

Francesco Storace




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13 novembre 2006

??

Agli ebrei italiani non è piaciuta l’intervista di Massimo D’Alema sulla situazione in Medio Oriente. Questo è davvero molto strano; in genere i portavoce delle Comunità ebraiche romana e milanese sono così larghi di vedute da farci chiedere che cosa mai sia successo stavolta.




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10 novembre 2006

Ds- Dl

I rapporti a distanza sono quelli che funzionano meglio.




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10 novembre 2006

Quel fantastico ponte



La questione del ponte sullo Stretto è stata da sempre la chimera per eccellenza tra finzione e realtà di un'Italia parolaia- sognatrice cresciuta nell'ultimo periodo sotto i colpi di Mediaset. Per fare un pò di coraggio al nostro ingegner Cane di turno, oggi mi piacerebbe tanto consigliargli di smetterla di portarsi sfiga da solo presentando in tutto il mondo plastici scadenti che si rompono dopo le prime esposizioni. Ma soprattutto dovrebbe smettarla di dire "Si è rotto, si è rotto! Segno che questa è la volta buona che lo facciamo!". Spiritosone.




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9 novembre 2006


Oggi mi è successo di perdere tutti i dati del pc dopo oltre tre ore filate trascorse a smanettare. E questo non per colpa mia, ma perchè la macchina datami momentaneamente in dotazione per lavorare è una ciofeca. Devo dire di essere ancora molto contrariato. Anzi, a pensarci bene sono indignato verso questa sinistra cialtrona.




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9 novembre 2006

Daniela Santanchè, professione donna.

Tra Pio Pompa che dichiara di essere comunista e (quindi) votare Prodi, preferisco una Santanchè autoincoronatasi icona di lotta politica e di diritto etero- fascista in favore della donna musulmana. Le cospirazioni dei nostri 007 non tirano più come una volta. Questo neanche quando Carlo Bonini (titolare insieme a giuseppe D'Avanzo di una delle migliori inchieste degli ultimi anni in tal senso) ci fa notare che Pio Pompa ha deciso proprio in questi giorni di diventare comunista proprio mentre la spia più sgangherata della storia delle testate giornalistiche italiane, Renato Libero Farina "Betulla", decide con l'occasione di coinvolgere esponenti dei Ds in trame denigratore e di basso profilo che, e questo grazie all'inchiesta di Repubblica, vedono il coinvolgimento di autorevoli esponenti del servizio segreto italiano. Con la Santanchè è diverso. Non corri il rischio di annoiarti, nè di doverti indignare dopo l'ennesima presa di posizione da casilinga di Voghera vecchio stampo. Nonostante tutto vi consiglio vivamente di leggere il suo ultimo libro tutto dedicato alla più grande minaccia per l'umanità dei nostri tempi, il velo islamico. Non sarà la Fallaci, ma a differenza del nostro Farina lei sembra crederci veramente.




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9 novembre 2006

+Ripensare la missione in Afghanistan+

(ASCA) - Roma, 9 nov - ''Sabato sara' l'occasione per esaminare la situazione insieme alle autorita' afghane ed ai rappresentanti internazionali e ritengo che occorra una nuova conferenza internazionale per l'Afghanistan in grado di coinvolgere anche i paesi della regione per mettere a punto una strategia piu' efficace per pacificare il paese e rafforzare le istituzioni''. Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, attribuisce alla sua prossima missione nel paese mediorientale il compito di un cambiamento di linea rispetto a quella fin qui seguita dalla comunita' nternazionale in cui colloca l'impegno italiano. In Afghanistan c'e' un impegno della Nato sul piano militare, delle Nazioni unite e dell'Unione europea - sottolinea D'Alema nel corso della conferenza stampa con il presidente del Parlamento europeo Josep Borrell - non parlerei quindi di un impegno dell'Italia se non in questi ambiti''.''Noi guardiamo con preoccupazione la situazione in Afghanistan - aggiunge il vice premier - la crescita dell'insicurezza e per questo riteniamo che ci vuole un forte rilancio della missione internazionale e un ripensamento delle linee fin qui seguite, potenziando gli aspetti politici ed economici perche' sul piano meramente militare e' difficile trovare una risoluzione di quella crisi".




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9 novembre 2006

La vergogna di sentirsi occidentali, Israele ha colpito ancora.



Non ce la faccio più a credere che il tragico incidente non sia né una scusa, né una menzogna. Questo perché non sono nè un anti israeliano né uno che possa credere che alcuni gesti sia definiti da una strategia ben precisa e pianificata. Fatte queste premesse oggi dobbiamo ancora una volta mettere la nostra censura sul comportamento dello stato ebraico colpevole della strage di bambini a Beit Hanoun, ancora una volta la gravissima superficialità assassina di Israele fatta di scelte politiche sbagliate e vergognose mette ancora una volta a rischio gli equilibri già tanto difficili tra mondo arabo ed occidentale, oltre che causare la carneficina di innocenti e ragazzini colpevoli di trovarsi a vivere su un bersaglio accidentale colpito per errore. Mi chiedo se una volta in cui tutto questo sarà finito e Olmert si sarà piegato a ragionare di politica, spunterà il prossimo coglione di turno tutto intento a dirci che però, alla fine, Israele ci ha dato una bella lezione di democrazia. In ogni caso per oggi nulla di nuovo, eccetto le vittime 18 piccole grandi vittime di  Beit Hanoun. Vergogna.




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9 novembre 2006

quotidiano comunista

Tempo fa si apriva nel miglior giornale italiano un dibattito inerente la dicitura sotto il titolo della testata “il manifesto”, dicitura appunto tutt’oggi presente dove compare “quotidiano comunista”. La sorpresa è stata quella di trovarmi in “disaccordo” con la grande Rossana Rossana che aveva sollevato dubbi se quella scritta aveva ancora un senso oggi. Dimostrare che si può essere comunisti pur non avendo un partito fu la sfida di quei compagni che più di trent’anni fa dedicarono animo e corpo alla nascita di queta perla del panorama giornalistico odierno, dove la formula "quotidiano comunista" stava a significare anche questo, quel "comunismo soggettivo", pluralista, da sempre presente nella redazione di Tomacelli. Oggi che i tempi sono cambiati non credo che questa sia una ragione valida per eliminarla per modernizzarsi. Comunista non lo sono mai stato, o forse sì, forse no.. Probabilmente non me lo posso permettere, come diceva Flaiano, e questo perché mi reputo un convinto riformista socialista, uno che crede e difende a quel “limite” imposto dal gioco democratico che in qualche modo dovrebbe garantirci. Nonostante tutto dirsi comunisti, forse, oggi lascia più spazio di libertà rispetto ad allora. Mi piacerebbe una morale comunista verso cui proiettarmi per affrontare tutti i nuovi e vecchi problemi, mi piacerebbe avere la forza di ammettere che sì, rispetto a tanti tempi bui la nostra vita è migliorata, ma non basta stare bene o compatire qualcun altro per riuscire ad avere tutte le risposte. Mi piacerebbe che i miei figli crescessero con un percorso morale al di fuori dalla superficialità delle cose, questo mi piacerebbe dell'essere comunista, una cortina di ferro tra realtà artificiosa e realtà reale per l'analisi dei problemi che ci affliggono e spesso neanche ce ne accorgiamo. Uno strumento di conoscenza, ecco cosa è per me l'essere comunista. In assenza, o in costruzione di tutto questo, vorrei continuare a leggermi un giornale indipendente, ma comunista.




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9 novembre 2006

Storace: Faccio cose, incontro gente..

Certo che per Francesco Storace questi giorni non possono essere definiti proprio una passeggiata. La sentenza è arrivata proprio ieri, non concede spazio a equivoci. L'intromissione immotivata su questioni prettamente in competenza all'autorità riconosciuta che se ne occupa non è stata tollerata, il tribunale si è così espresso dando torto marcio all'ex ministro della Salute. Ovviamente stiamo parlando del Tar del Lazio, che accogliendo il ricorso presentato dall'ospedale sant'Anna di Torino dice anche che l'esponente in rotta di collisione col suo partito, AN, non poteva interrompere la sperimentazione della pillola Ru486 appellandosi all'ordinanza di urgenza, questo dal momento che la sperimentazione non comportava rischio per le pazienti che avevano consapevolmente deciso di prenderne parte. Un altro duro colpo è stato inferto a uno dei rappresentati più grigi di questa nostra impresentabile destra italiana, e proprio nei giorni in cui le cronache ci anticipano l'apertura del processo che prenderà in esame i fatti dello scandalo Laziogate. L'ufficio stampa di Aldino diretto da Sirio Sircagna si riserva commenti solo a vicenda conclusa. Purtroppo i soliti scenari vetero comunisti stalinisti e un pò mascalzoni (per non dire terroristi) implicano la massima vigilanza e una valutazione attenta al riparo da qualsiasi manifestazione tendente all'oramai famigerato complotto rosso proiettato alla conquista del potere da parte di Visco.




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8 novembre 2006

primi dubbi

Se Bush perde e contemporaneamente il primo musulmano degli Stati uniti vince lo storico seggio al Congresso, magari viene da pensare che persino lassù il nostro recidivo presidente aveva scelto interlocutori sbagliati.




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8 novembre 2006

Un indulto con troppi pentiti

Pensate cosa sarebbe successo se l'estate scorsa non avessimo approvato la legge sull'indulto. Il numero sempre maggiore dei morti ammazzati e delle rapine si sarebbe mantenuto stabile. E a quello si sarebbe aggiunta l'esplosione delle carceri. Magari Amato e Mastella si sarebbero lamentati per il mancato indulto. E all'assenza di un provvedimento di clemenza avrebbero imputato il disordine crescente del paese. Ai due ministri si sarebbe probabilmente aggiunto il Csm, che avrebbe spiegato la crisi della giustizia con il mancato indulto. Paradossalmente avrebbero avuto un argomento in più.

Più leggo l'analisi del magistrato Giuseppe di Lello sul manifesto di oggi, più mi rendo conto che scenari di questo tipo nel nostro bellissimo paese non sarebbero stati poi così impensabili.




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8 novembre 2006


Qualche giorno fa alcuni molisani "fuori sede" recatesi a Isernia per votare alle regionali hanno deciso di occupare i binari della stazione per protestare contro i mancati servizi offerti ai cittadini per giunta elettori. Oggi comunque facciamo tanti, ma tanti complimenti agli elettori, quelli americani, che una volta ogni tanto hanno dimostrato buon senso. E già che ci siamo, a titolo personale, un grazie vorrei spenderlo anche per le ferrovie molisane.




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5 novembre 2006

Condanna a morte di Saddam nuova sconfitta di un'Europa incapace di imporsi

Se Saddam dovesse essere condannato a morte un nuovo tassello alla memoria di vergogna e confusione verrà aggiunto alla spirale degli spettacoli indecorosi cui questo 'Occidente convalescente si è prestato a dare dimostrazione al mondo per mano, pensiero e azione dei suoi governanti più inetti, responsabile primo fra tutti il presidente americano Bush, e questo nonostante la chiamata alle armi in favore dell'occupazione irachena per il presidente americano sia venuta direttamente da Dio, come più volte dichiarato dallo stesso Bush con le mani grondandi di sangue. Oggi l'Occidente nella sua parte più illuminata ed europea si trova a dover fare i conti con una conduzione sciagurata di vicende e sconfitte che ledono in maniera inaccetabile i propri principi. Si spera che il cavallo pazzo Bush venga sonoramente sconfitto o concluda il suo secondo mandato prima del previsto, ma per adesso l'Europa deve trovare il coraggio di alzare la propria voce, e per farlo dovrebbe esprimersi contro la condanna a morte di Saddam Hussein. Qui c'entrano ben poco i risvolti e le conseguenze diplomatiche del fatto in questione, tra cui si potrebbe annoverare il fatto di trasformare l'ex dittatore in una leggenda in quanto icona di resistenza all'imperialismo cavernicolo a stelle e strisce che ha voluto schiacciare l'orgoglio di una grande nazione quale quella irachena senza peraltro riuscirci; il dramma principale riguarda la negazione di inviolabilità della vita umana, la morte per legge, il concetto dell'omicidio plausibile estraneo dalla concezione democratica europea e su cui l'Europa sta lentamente indirizzando il proprio cammino. La conclusione cui ci accingiamo ad assistere con la sentenza di impiccaggione per l'ex Rais è una nuova sconfitta per chi nella democrazia crede davvero, nella sua forma più raziuonale e non ideologizzata da dottrine che hanno sbagliato la loro analisi su ogni cosa. Non sarebbe stato meglio un ergastolo in qualche carcere di massima sicurezza militare? Magari con l'accusa di detenzione di armi di distruzione di massa.




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marzo